La Vera Storia Infinita è il vissuto di un ragazzo sulla Terra che ha attraversato il Deserto dei Valori la Palude delle ingiustizie le Montagne dei senza Cuore la Valle dei Traditori versato Fiumi di Lacrime Lottava per difendere la Vita i Sogni la Verità contro le illusioni generate dal Male che nell'oscurità Governa il Mondo così agli uomini dà Periodi di gioia che diverranno sofferenza e dolore ma nessuno si ribella avendogli fatto credere d'essere Dio che dopo morti andranno in Paradiso!
venerdì 15 gennaio 2021
Un strano e "Beffardo" Destino!!!
Una "LUCE" DI GIUSTIZIA anche per mè!!
E poi ancora ARRESTATO per delle FATALI COINCIDENZE !!!
Ben presto ebbi modo di comprendere che quando entri a far parte tuo malgrado di un "Certo Ingranaggio" o "Maglie della Legge" non ne esci più!!!
Nonostante non facessi niente di illecito e mi fossi anche allontanato da molti miei Amici impegnati politicamente la DIGOS non smetteva di controllarmi come controllava tutti quelli che erano rimasti coinvolti in quell'Inchiesta comunque a me non interessava più di tanto non avendo
mai avuto nulla da nascondere. Trovarmi nuovamente LIBERO era come ESSERE RINATO! Una GRAN BELLA SENSAZIONE! Cercavo di riorganizzarmi, il lavoro lo avevo perso, non potevo cercarmene un'altro in quanto molte pratiche inerenti alla mia situazione di Indagato dovevano essere spesso fatte in orari di lavoro, come fare per guadagnarmi un pò di soldi? Per mia fortuna l'Avvocato non aveva mai chiesto di essere pagato. Però la preoccupazione di come guadagnarmi i soldi rimaneva, avendo anche da mantenere l'auto. Quando un giorno incontrai "Robbiola" soprannome con cui chiamavamo il nostro AMICO che anagraficamente era Giuseppe D'Angelo Dottore Farmacista, parlandomi disse che voleva aiutarmi sapendo tutto quello che avevo passato per aver AIUATO IL NOSTRO AMICO A COSTITUIRSI. Quindi l'unico modo con cui poteva farlo era quello di Regalarmi dei soldi sapendo che economicamente ero in difficoltà. Quindi mi chiese se fossero stati sufficenti tre milioni. Al momento rimasi incredulo, felicemente meravigliato rispondendo certamente! Preparò subito l'assegno consegnandomelo lo RINGRAZIAI di CUORE ABBRACCIANDOLO! Tornato a casa, lo mostrai a mia madre raccontandole tutto, cosa che la rese contenta e Felice per me, in quanto mio padre non viveva più con noi, si erano separati due anni prima dopo l'ennesimo "chiassoso litigio" ed era in corso la causa di Divorzio! Qualche giorno dopo mi recai in Banca a riscuotere l'Assegno, dopo di che iniziai a informarmi girarando molto per vedere come investire i soldi, desideravo farli "fruttare", quindi leggendo un annuncio sul giornale venni a sapere che era in vendita il Bar "Paninone" di via Cesare Correnti, mi piaceva avendolo frequentato con i miei Amici e decisi di aquistarlo, parlai col proprietario e l'Agenzia che ne gestiva la Vendita, Concordato l'aquisto versai una Caparra di 500 milalire, desideravo di intestarlo ai miei familiari, ma purtroppo finì che persi la caparra quando venni a sapere che nessuno dei miei fratelli voleva lavorare al Bar e da solo non potevo farcela! Qualche settimana dopo riuscí ad adibire una stanza a Laboratorio di Pellicceria, lavorando sopratutto per conto terzi. Anche se avrei preferito il Bar avendo già fatto l'apprendista Barista dai 15 ai 16 anni, ma mi accontentavo anche di questo lavoro dava soddisfazione e guadagnavo, cercando di stare lontano il più possibile da situazioni critiche! Alla sera uscivo con gli AMICI e sembravano lontani i BRUTTI TEMPI! Fin quando un Sabato sera di Aprile dopo aver girato per tutta la serata in macchina con i mie Amici Livio, figlio di un Generale dell'Esercito, lancia l'idea a Ferdinando, studente di Odontoiatria, di andare alla Discoteca:"Tecla" sita dietro Piazza San Sepolcro. Considerato che eravamo nella zona decidemmo di andarci giunto nella via che portava alla Discoteca, mi accorsi del traffico bloccato e posteggio la macchna con il muso sul marciapiede contro al muro del caseggiato che poi seppi essere il Primo Distretto di Polizia. Livio scende per andare a vedere se si poteva passare per recarci in Discoteca, ma torna indietro di corsa dicendoci andiamo via perchè hanno fatto un Attentato! Neanche il tempo di terminare la frase che decine di Poliziotti le erano già addosso e aprirono le portiere dell'auto tirarandoci fuori e riempendoci di INSULTI e BOTTE!! Portati all'interno del Distretto l'AGGRESSIONE continuò in maniera ancora più VIOLENTA, volevano a tutti i costi farci dire che eravamo stati noi a fare l'Attentato, non importava minimamente sapere che eravamo appena arrivati e che la strada Transennata non ci aveva permesso di proseguire fino alla Discoteca. Feci anche notare che l'auto non aveva quasi più benzina essendo stati in giro tutta la sera, neanche questo li fermò dal continuare a picchiarci con estrema violenza sino all'arrivo del Sostituto Procuratore di turno. Dopo l'interrogatorio trasferiti a San Vittore e ancora una volta SENZA AVER FATTO NIENTE DI NIENTE!!! Ritornavamo in una Cella al Quarto Raggio che ospitava quasi esclusivamente detenuti Politici trovando altri nostri AMICI. Purtroppo dovevamo affrontare anche il Processo, così mi feci portare dal servizio interno della Biblioteca il Codice Penale per approfondire vari Articoli del C.P. riguardanti i nostri capi d'mputazione, mentre i nostri Avvocati chiedevano al Magistrato che venisse fissato al più presto il nostro Processo, non essendoci possibilità di usufruire della Libertá Provvisoria. Infine il giorno del Processo arrivò, fù un LUNGHISSIMO GIORNO, in tutti i sensi. Tradotti al Tribunale, restammo in attesa che iniziasse il nostro Processo. Convocati in Aula nel pomeriggio ebbe inizio il Dibattito, ero tesissimo, furono ascoltati i Testimoni, quindi fu il nostro turno ribadimmo quanto avevamo dichiarato ogni volta fin dall'Inizio. A tarda sera prese la parola la Pubblica Accusa e chiese una condanna a più di quattro anni di Carcere!! Terminata l'Accusa prese la Parola la Difesa, Il primo dei nostri Avvocati a iniziare l'Arringa Difensiva, fu l'Avvocato di Giachi Livio che Sostenne la CASUALITÀ della nostra PRESENZA in quel posto quella sera. Quindi prese la Parola il mio Avvocato che evidenziò con forza che la strada era già transennata, pertanto l'attentato era già avvenutoe i Poliziotti erano già in strada quando giungemmo noi pertanto ero costretto a fermarmi, non potendo proseguire, posteggiando. Facendo notare che avevo posteggiato con il muso dell'auto rivolto al muro del Distretto impossibilitato quindi a fuggire se fossimo stati noi gli autori dell'Attentato! Infine era stato accertato che nel serbatoio della mia auto non c'era quasi più benzina rendendo impossibile una eventuale fuga! Dopo, toccò all' Avvocato di Alberti Ferdinando il quale, diversamente portò all'attenzione della CORTE, che le perquisizione dell'auto come delle nostre persone non fece ritrovare alcunchè di ricollegabile ad un ordigno o quant'altro avevamo solo avuto la SFORTUNA di passare di lì dopo che si era VERIFICATO l'evento delittuoso!! Pertanto l'UNICO MOTIVO del nostro FERMO era la mera conoscenza di noi, in quanto, purtroppo saliti "agli onori delle Cronache", per altro precedente fatto, verificatosi solamente alcuni mesi prima, DIVERSAMENTE non saremmo mai stati FERMATI essendo stati solamente tre normali ragazzi tra numerore persone costrette a fermatesi o guardare quanto era accaduto. Pertanto NON eravamo gli artefici di un ACCADIMENTO DELITTUOSO di cui INGIUSTAMENTE eravamo stati ACCUSATI, FERMATI, PICCHIATI, INCARCERATI, PROCESSATI, ciò detto, TERMINAVA la propria ESPOSIZIONE difensiva, CHIEDEVA alla CORTE "LA NOSTRA PIENA ASSOLUZIONE"! Concludendo, la nostra unitaria Difesa. A tarda sera la Corte si Ritirò per valutare i FATTI ed Emettere la SENTENZA. Era passata la Mezza notte, aspettavamo un VERDETTO che anche questa volta era il "FRUTTO" DI CIRCOSTANZE VOLUTE DA UN DESTINO BEFFARDO!! O COLPA di quei Polizziotti che accecati dalla rabbia, non potevano o non volevano VEDERE la REALTÀ DEI FATTI ma questo non li GIUSTIFICA avrei voluto vedere se al nostro posto di ventenni del "Sabato Sera" ci fossero stati i loro figli a SUBIRE quella INAUDITA INGIUSTIFICATA VIOLENZA!! Finalmente dopo una LUNGA Estenuante ATTESA nelle Celle del Tribunale veniamo riportati ln AULA, esce la CORTE che IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ASSOLVE TUTTI GLI IMPUTATI PER NON AVER COMMESSO IL FATTO"!!!
QUELLA BUIA FREDDA NOTTE SI ACCESE BRILLAVA IL"SOLE" DELLA GIUSTIZIA!!!
Venimmo riportati in Carcere al 4' Raggio in attesa dei Processo!
La Rotonda del Carcere univa i 6 Raggi in cui venivi mandato in base al reato commesso!
I 6 Raggi del carcere di San Vittore visti dall'esterno non sembrano così "Gelidi Freddi" intrisi di tristezza che ti avvolge quando sei rinchiuso la dentro innocente!!!
Ogni volta che senti chiudere la cella sei consapevole che la COLPA è sopra tutto di un assurdo Destino contro il quale non puoi fare nulla!
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